Popoff - Rai Radio 2 / 1976

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Puntate complete della trasmissione registrate nel 1976.

 

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Cat Stevens nel 1974

Il primo giorno dell'anno è un giovedì e i ragazzi in ascolto alle 9 e 30 di sera possono salutarlo in compagnia di Carlo Massarini e di un suo gradito ospite. Inizia l'"anno che verrà" scolpito nella memoria dalla canzone notissima di Lucio Dalla, il mondo sta cambiando velocemente, se in meglio o in peggio si saprà tra un po', ma certamente in campo musicale ben pochi periodi possono paragonarsi a questo inizio di anni '70 per creatività e nuovi stimoli. Per riempire un'ora di buona musica non c'è che l'imbarazzo della scelta, e non occorre ripescare quasi nulla dal passato (che peraltro è passato solo pochi anni prima). Come in questa puntata che inizia con un capolavoro di Joni Mitchell e finisce con uno di Springsteen passando per Cat Stevens. E l'ospite? E' proprio Antonello Venditti, che partecipa a tutta la trasmissione dicendo la sua sulla musica e il tempo presente, ovviamente accompagnandosi con diverse sue recenti canzoni.

Scaletta 01/01/1976: Joni Mitchell (The Circle Game, live con James Taylor), Lilli, Cat Stevens, Attila, Josè Feliciano (Wild World), Jackson Browne (Ready Or Not), Penna a sfera, Eagles (One Of These Nights), Santa Brigida, Bruce Springsteen (Thunder Road).

 

Una settimana dopo, l'8 gennaio (in questo periodo Massarini copriva il giovedì a Popoff) ritorna una trasmissione sempre "carica" di musica West Coast, ma con incursioni insolite, questa volta nella musica brasiliana, quella sul versante MPB di Jorge Ben e quella imparentata col jazz di Sergio Mendes e Stan Getz. Non manca un piccolo spazio anche per la allora straripante canzone politica, però con i creativi Area di Demetrio Stratos e il loro brano dedicato al controverso movimento di liberazione della Palestina. Traduzione per Backstreet di Springsteen non ancora boss. La registrazione non è completa, mancano i primi tre brani in scaletta.

Scaletta 08/01/1976:  Jackson Browne, Joni Mitchell (Shades Of Scarlet), Antonello Venditti (L'amore non ha padroni), Eric Andersen (Liza Lights The Candle), Francesco De Gregori (Giorno di pioggia), Saro Liotta (Nanà), Sergio Mendes (Day Tripper), Cat Stevens (Banapple Gas), Joni Mitchelll (In France They Kiss On Main Street), Stevie Wonder (Mistra Know-It-All), Jorge Ben (Os Alquimistas Estão Chegando), Stan Getz & Chick Corea (La fiesta), Area (Luglio, Agosto, Settembre Nero), Bruce Springsteen (Backstreets)

   

Serata di martedì dedicata alla musica italiana con Michelangelo Romano. Si comincia dal progressive con il gruppo di Torino Arti e Mestieri di Beppe Crovetta e Furio Chirico (ex Ragazzi del Sole) e poi la PFM in inglese (con traduzione). Si ritorna per un momento alla canzone d'autore De Andrè ispirato secondo il conduttore a Tenco. E Romano dice anche che il prossimo concerto di De Andrè sarà l'ultimo, secondo un annuncio dello stesso artista. Sappiamo invece che ripartirà proprio con la PFM tre anni dopo. Poi una serie di annunci di dischi che verranno (tra cui L'automobile di Lucio Dalla, ancora con titolo provvisorio). Ancora progressive recente a seguire. In scaletta anche i Pink Floyd citati da Le Orme con quello che in quell'anno era l'ultimo album. Si continua con una alternanza tra cantautori e progressive italiano (ma spesso cantato in inglese) più la fusion dei Perigeo e di Tony Esposito. Da ricordare la cantautrice Roberta D'Angelo, protagonista di un breve tentativo di riequilibrare il cantautorato italiano verso l'altra metà del cielo. Ma segue subito il Vecchioni quasi fantascientifico da Ipertensione. Parecchie cose dimenticate e da riscoprire nella scaletta di Romano.
(NB: Non siamo riusciti a metterci in contatto con Michelangelo Romano, il nostro contatto è questo)

Scaletta 27/01/1976: Arti e mestieri (Giro di valzer per domani, 1975), Premiata Forneria Marconi (Chocolate Kings, 1975), Fabrizio De Andrè (Preghiera in gennaio), Città Frontale (Alba di una città da El Tor, 1975), Le Orme (Laserium Floyd, da Smogmagica, 1975), Francesco De Gregori (Finestre di dolore, 1974), Pink Floyd (Shine On You Crazy Diamond), Area (Luglio, agosto, settembre nero), Sensation Fix (Portable Madness), Angelo Branduardi (Tanti anni fa, da La Luna), Roberta D'Angelo (I soliti sassi), Perigeo (La valle dei templi), Francesco Guccini (il compleanno), Tony Esposito (Rosso napoletano), Roberto Vecchioni (Canzonenoznac, 1975), Napoli centrale (Vecchie mugliere), Antonello Venditti (Lo stambecco ferito)

   

Reminder di un anno cruciale per la musica, il 1967, partendo da Jimi Hendrix, citando Sgt. Pepper e arrivando ai Procol Harum, ai Pink Floyd dell'anno dopo, 1968, con un pezzo contemporaneo già nel titolo. Si rimane nel decennio precedente, e in UK, con i Cream e i Traffic, definito giustamente "gruppo pilota" per la musica inglese. Si passa poi alle influenze black sulla musica inglese con Joe Cocker dal concerto al Fillmore East. Quindi al Southern Rock Blues USA con Duane Allman in un brano intenso di Champion Jack Dupree, una perla musicale da riscoprire e riascoltare. Si rimane nel 1968 con un brano dalla celebre super-session tra Bloomfield, Kooper e Stills. Bob Dylan è un ospite fisso del sabato sera assegnato a Luzi, interessante l'accenno giornalistico al gruppo terroristico USA Weathermen (o Weather Underground o WUO) a cui ha dedicato un recente film Robert Redford (The Company You Keep, La regola del silenzio), che prende spunto nel nome dalla canzone di Dylan che ascoltiamo subito dopo. Intermezzo con Simon & Garfunkel, inclusa una discutibile (almeno con gli occhi di oggi) versione soul di un classico di Paul Simon, e ancora West Coast e dintorni con una delle più belle canzoni di Stephen Stills. Facile il collegamento con la Joni Mitchell di Woodstock, canzone prestata proprio ai CSN&Y, ma proposta all'ascolto nella versione più scarna della stessa cantautrice canadese. Si chiude sempre negli anni '60 come si era iniziata questa puntata ancora attualissima all'ascolto, con Jimi Hendrix.

 

Scaletta 31/01/1976: Jimi Hendrix (All Along The Watchtower), Procol Harum (A Whiter Shade Of Pale), Pink Floyd (Summer '68), Cream (Sunshine Of Your Love), Traffic (Pearly Queen), Joe Cocker (Space Captain), Duane Allman (Goin' Down Slow), Bloomfield, Kooper & Stills (Albert Shuffle), Simon & Garfunkel, Merry Clayton (Bridge Over Troubled Water, Monterey 1970), Bob Dylan (Memphis Blues Again, da Blonde On Blonde, e Subterranean Homesick Blues, da Bringing It All Back Home, 1965), Crosby, Stills, Nash & Young (Love The One You're With), Joni Mitchell (Woodstock, da Ladies Of The Canyon), Jimi Hendrix (Purple Haze).

   
Al Green - Anni '70

Il 4 febbraio al microfono c'è invece Maria Laura Giulietti, altra voce storica di Per voi giovani, impegnata qui nelle ore serali nella nuova trasmissione tutta musicale. La sigla di Maria Laura è Back In The USSR dei Beatles e la puntata secondo l'annuncio iniziale della conduttrice sarebbe dedicata ai singoli di maggiore successo negli USA. In realtà si sviluppa poi come uno dei "mercoledì blues" che Maria Laura dedica soprattutto alla musica nera, una alternativa alla West Coast preferita da Massarini. Si inizia quindi con il soul classico di Al Green, per passare al sound funky del momento degli Earth Wind & Fire e dei fratelli Tavares, per approdare poi anche al jazz, molto fusion, ma di riconosciuti maestri come Cannonball Adderley e McCoy Tyner, e infine virare sul reggae, altra musica senz'altro nera in grande evidenza alla metà degli anni '70, senza trascurare i classici James Brown e Patti Labelle.
(NB: Non siamo riusciti a metterci in contatto con Maria Laura Giulietti, il nostro contatto è questo)

Scaletta 04/02/1976: Al Green (Sha La La), Earth Wind & Fire (Shining Star, That's The Way Of The World), Labelle (Take The Night Off), Tavares (It Only Takes A Minute), Al Jarreau (You Don't See Me), Julian Cannonball Adderley (My Lady Blue, 1974), Johnny Nash (Tears On My Pillow), Bob Marley (Live Lead Up To Yourself), McCoy Tyner (Afro Blue, da Song Of The New World, 1973), James Brown (Papa's Get A Brand New Bag), Jimi Hendrix (Hey Jo).

   
Emmylou Harris

Un'altra serata con Popoff e Carlo Massarini, è il 12 febbraio del 1976, e si parte subito con Joni Mitchell ed un estratto del suo album del momento, affascinante ma tutt'altro che facile, che ritorna anche in una successiva selezione, per continuare con altra produzione USA del momento, tra  folk, rock e country, e con in evidenza Emmylou Harris. Una pausa per altri generi con la fusion allora trionfante ed uno dei suoi campioni, il bassista virtuoso Stanley Clarke, e il soul particolare di Al Jarreau.

Scaletta 12/02/1976: Joni Mitchelll (I don't Know Where I Stand), Jackson Browne (For A Dancer), Jim Croce (Operator), Emmylou Harris (Satan's Jewel Crown), Eagles (I Wish You peace), Eric Andersen (Blue River), Joni Mitchell (Boho Dance), Bruce Springsteen (Meeting Across The River), Stanley Clarke (Journey To Love), Santana (Stone Flower Waiting), Al Jarreau (Lock All The Gates), Bob Dylan (Mozambique), Andrew Gold (Endless Flight)

   

Due giorni dopo, sabato, è la volta di Gianluca Luzi, che nella suddivisione dei compiti tra i vari conduttori, dedica il suo appuntamento settimanale, come già visto, ai "classici" del passato, allora decisamente recente. La serata inizia quindi proprio con un classico tra i più citati anche nei decenni successivi, la trascinante Baba 'O Riley degli Who, di soli 5 anni prima. La serata è dedicata solo alla musica inglese e continua con Animals, Stones, Beatles, Small Faces, Hollies, Them, Mayall, Donovan, per finire con un estratto dal capolavoro dei Colosseum, Valentyne Suite e a seguire Glad da John Barleycorn (sul significato del quale Luzi da' una spiegazione alquanto semplificata). "Adesso non è la più stessa cosa" commenta Luzi presentando questi brani al massimo di 10 anni prima, all'inizio di un 1976 che a noi appare creativissimo. Tutto è relativo a questo mondo.

Scaletta 14/02/1976: Who, Animals (We Gotta get Out Of This Place), Rolling Stones (Street Fighting Man), Beatles (Magical Mystery Tour), Traffic (Coloured Rain), Small Faces (Itchycoo Park), Hollies (Carrie Anne), Them (I Got A Woman), Rolling Stones (Jumpin' Jack Flash), John Mayall (Saw Mill Gulch Road), Beatles (Lucy In The Sky With Diamonds), Traffic (Feelin' Alright), Donovan (Hurdy Gurdy Man), Who (Substitute), Colosseum (The Kettle), Traffic (Glad).

 

Ancora nel freddo mese di febbraio del 1976, il 26, una trasmissione che inizia con il reggae dei Wailers di Bob Marley, per proseguire con la West Coast, l'ultimo Bob Dylan del momento (Desire era uscito il mese prima), in coppia con Emmylou Harris, poi in proprio con un suo brano di tradizione USA, Eagles e Bruce ospiti fissi delle scalette del periodo, e poi qualche scelta insolita presa dalla produzione italiana folk e alternativa del momento, per tornare infine, dopo una incursione nella musica elettronica e sintetizzata con i Tonto, a Jackson Browne, ancora una volta tradotto, con la sua classica Fountain Of Sorrow.

Scaletta 26/02/1976: Wailers (I Shot The Sheriff), Venditti (Penna a sfera), Crosby & Nash (Love Work Out), Bob Dylan (Another Cup Of Coffee, da Desire), Emmylou Harris (One Of These Days), Eagles (Lyin' Eyes), Bruce Springsteen (Born To Run), Donatella Bardi (Cioccolata con panna, dall'album del 1975 A Puddara è un vulcano), Nuovo Canzoniere del Lazio (Ballo in re - Festa), Joni Mitchell (Shades Of Scarlet Conquering), Tonto (Tonto's Travels), Jackson Browne (Fountain Of Sorrow)

   

Siamo alle soglie della primavera dell'"anno che verrà", Lucio Dalla compiva 33 anni e Massarini presentava ancora una volta nella notte italiana di un anno cruciale musica in gran parte dagli Stati Uniti, con qualche incursione in UK (con Nick Drake), alle "porte del cosmo che stanno su in Germania" e anche in Italia (con Venditti). Protagonista della puntata è Joan Baez che da' il via al programma con una delle sue performance più "politiche".

Scaletta 26/02/1976: Joan Baez, Bob Dylan, Keith Carradine (I'm Easy), Eagles, Joni Mitchell, Bruce Springsteen, Antonello Venditti, Nick Drake, Little Feat, Popo Vuh, Joni Mitchell, Joan Baez, Jackson Browne

   
Gram Parsons

Siamo a giovedì 11 marzo, il lunedì prima era l'8 marzo, in quegli anni '70 festeggiato con grandi manifestazioni da un movimento femminista ancora molto attivo e ignaro del riflusso che sarebbe arrivato di lì a poco, negli anni '80. Massarini al microfono riprende però il suo discorso rivolto alla musica americana, e a quella più legata alla tradizione country, partendo però da qualche anno prima (molti, con il metro di misura del tempo), da Simon & Garfunkel e da una delle più formidabili creazioni di Paul Simon. Poi arrivano gli Eagles (tradotti), Joni Mitchell, l'immancabile Bruce Springsteen, l'iniziatore del moderno country rock Gram Parsons (scomparso tre anni prima) con Emmylou Harris e un approfondimento, in tema con la trasmissione, sul film Nashville di Robert Altman, molto atteso (Altman era molto popolare) e uscito nelle sale in Italia nell'autunno dell'anno prima. Una serata che Massarini presenta come "un po' di musica notturna", "un'ora di suoni e di silenzio, questa sera". Registrazione con qualche rumore di fondo.

Scaletta 11/03/1976: Simon & Garfunkel (The Sound Of Silence), Eagles (After The Thrill Is Gone), Joni Mitchell (Shadows and Nights), Bruce Springsteen (Jungleland), Gram Parsons (Love Hurts), Emmylou Harris (Sin City), It Don't Worry Me, Rolling Stone e altre dalla colonna sonora di Nashville, Keith Carradine (I'm Easy), Bob Marley (No Woman No Cry)

   
Leonard Cohen

Un giovedì di marzo del 1976. Crisi economica, lira svalutata rispetto al dollaro, scala mobile, congresso della DC che inizia quel giorno (era il 18 marzo) con all'ordine del giorno il "compromesso storico" (giornale radio), ma alla sera tardi, tra le 9 e mezza e le 10 e mezza, i ragazzi italiani possono ascoltare ancora una volta Carlo Massarini che dispensa tanta buona musica di prevalente provenienza USA, anzi West Coast. E che regala agli ascoltatori anche due traduzioni complete di una bella canzone di Jackson Browne degli inizi e poi di uno dei tanti capolavori poetici di Leonard Cohen, senza trascurare la frequentazione con il lato pop (ma sempre di provenienza L.A.) con Linda Ronstadt. La puntata non è completa e manca la parte iniziale (circa 15') dove erano presentati California con Joni Mitchell e James Taylor, Emmylou Harris con Boulder To Birmingham e Joan Baez (Please Come To Boston).

Scaletta 18/03/1976: Little Feat (Somebody's Leavin'), Jackson Browne (Looking Into You), Joni Mitchell (River), Eric Andersen (Round The Bend), Bruce Springsteen (Incident On 57th Street), Bob Marley (Them Belly Full, But We Hungry), Leonard Cohen (Bird On A Wire), Linda Ronstadt (Prisoner In Disguise), John David Souther (Some People Call It Music), The Souther Hillman Furay Band (Love And Satisfy)

   

Una settimana dopo Massarini è ancora al microfono di Popoff con un altro carico di musica rock e blues rigorosamente made in USA. Pezzo forte della serata un trittico di canzoni del musicista preferito dal conduttore in quel periodo, Jackson Browne, come in molte altre occasioni tradotte per gli ascoltatori di quella serata di inizio primavera. Unico gradevole "intruso" Al Jarreau impegnato in una delle sue raffinate interpretazioni a cavallo tra il soul e il jazz.

Scaletta 25/03/1976: Little Feat (Willin'), The Band (Forbidden Fruit), Neil Young (Cowgirl In The Sand), Eagles (Train Leaves Here), Eric Andersen (Moon Child), Jackson Browne (Rock Me On The Water, For Everyman, Before The Deluge), Al Jarreau (Aladdin's Lamp), Doors (Crystal Ship), Leonard Cohen (Chelsea Hotel n.2), Janis Joplin (Kozmic Blues)

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Una tarda serata del '76, il mese dovrebbe essere aprile, il giorno forse giovedì 15, in compagnia di Carlo Massarini ai microfoni di Popoff. La registrazione copre la seconda parte della trasmissione, per 25' circa, fino ai saluti notturni ancora in compagnia di Bob Marley e della sua celeberrima (ora) No Woman, No Cry. Per il resto un programma molto fusion, si parte dai Santana con il disco di quell'anno, per continuare con Stanley Clarke (assieme a John McLaughin), i Return To Forever di Chick Corea con un loro brano di ben 11' trasmesso integralmente e, ovviamente, i Weather Report. Tutta musica recente dello stesso '76 o degli anni immediatamente precedenti, incluso il brano di maggiore successo (anche in quell'anno), la celebre ballata Hurricane di Bob Dylan. (Durata: 25')

Scaletta: Santana - (Amigos, 1976) / Weather Report - Cannon Ball (Black Market, 1976) / Stanley Clarke - Song To John (Stanley Clarke, 1974) / Return To Forever - Duel of the Jester and the Tyrant 11:26 (Romatic Warrior, 1976) / Bob Dylan - Hurricane (Desire, 1976) / Bob Marley - No Woman No Cry (Live 1976)

   

E Siamo ancora nella primavera del '76, il mese dovrebbe essere sempre aprile, il giorno forse giovedì 22, con la terza puntata di Popoff in ordine di tempo che abbiamo potuto recuperare e possiamo far riascoltare. Questa volta Massarini spazia di più, proponendo un Leonard Cohen degli esordi, completo di una sua traduzione del poetico testo, la West Coast più sognante ed eterea di David Crosby e Joni Mitchell, il pop d'autore di Paul Simon e Capaldi, e infine avrà sicuramente stupito e spiazzato i ragazzi in ascolto con Tom Waits (agli inizi, ancora quasi umano) e con un estratto da un concerto per piano solo di Keith Jarrett. La puntata è quasi completa anche se sono sfumati l'inizio e la fine. (Durata: 34:25, Massarini in voce all'inizio dopo 50")

 

Paul Simon - 50 Ways To Leave Your Lover (Still Crazy After All These Years, 1975) / CSN&Y- The Lee Shore (4 Way Street) / Leonard Cohen - The Stranger Song (Songs Of L.C., 1967, con traduzione) / Joni Mitchell - The Tin Angel (Clouds, 1969) / Tom Waits - (Looking for) The Heart of Saturday Night (The Heart of Saturday Night, 1974) / Jim Capaldi - Boy With A Problem (Short Cut Draw Blood, 1975) / Keith Jarrett - Side 4 (Bremen, Lausanne Concert)

   
Eugenio Finardi (anni '70)

Primavera del 1976 con una nuova puntata che esplora maggiormente il versante del jazz rock e della fusion, senza trascurare i "classici" proposti periodicamente da Carlo Massarini, iniziando proprio "on the road" con Finardi e gli America.

Scaletta 29/04/1976: Eugenio Finardi (Sulla strada), America (Ventura Highway), Keith Carradine (I'm Easy), Liotta, Jackson Browne, Joni Mitchell, Van Morrison, Phoebe Snow, Santana, Weather Report, Stanley Clarke, Return To Forever, Bob Dylan, Wailers.

   
Demetrio Stratos

Un sabato del 1976 che è anche il 1° maggio e questa sera è Gianluca Luzi al microfono, che sceglie di iniziare in tema, con l'Internazionale nella interpretazione degli Area (dissacrante come quella di Jimi Hendrix dell'inno USA? O un omaggio?) dell'inno dei lavoratori. Il conduttore dichiara che il gruppo di Demetrio Stratos gode dei favori di quasi tutto il pubblico giovanile italiano di quegli anni. Si continua in area italiana con Finardi dal suo ultimo album, Sugo, e con altre scelte in diverse direzioni, dal progressive, al blues, al southern rock. In studio anche Carlo Massarini. La musicassetta originale presenta purtroppo fenomeni di clipping sui bassi, non eliminabili, che abbiamo cercato di attenuare.

Scaletta 01/05/1976: Area (L'Internazionale), Eugenio Finardi (Soldi), King Crimson (Cat Food), Traffic (Empty Pages), Fleetwood Mac (Man Of The World), John Mayall (Took The Car), Rolling Stones (Brown Sugar), Marshall Tucker Band (How Can I Slow Down), Leon Russell, Poco (Sweet Lovin'), Allman Brothers Band (One Way Out), Joe Welsh (Rocky Mountain Way),Iron Butterfly (Most Anything You Want), Richie Havens (Here Comes The Sun)

   

Keith Jarrett negli anni '70

Primavera inoltrata del 1976 e questa sera Popoff con Carlo Massarini al ponte di comando si inoltra nei territori del jazz con Keith Jarrett in solitaria con il suo pianoforte. Prima e dopo però siamo sempre in area West Coast e dintorni.

Scaletta 06/05/1976: Phoebe Snow (Two Fisted Love), Paul Simo (50 Ways To Leave Your Lover), CSN&Y (Lee Shore), L. Cohen (Stronger Song), J. Mitchell (Tiny Angel), Tomw Waits (Heart Of Saturday), Jim Capaldi (Boy With A Problem), Keith Jarrett (Solo Concerts - IV), Weather Report, Eagles (Tequila Sunrise), Little Feat (One Love Stands), J. Browne (Farther On)

   

Maria Muldaur

Puntata più americana in questo 13 maggio del 1976, con parecchia musica country. Unica eccezione gli Stones e Finardi che conclude a notte alta (più o meno) con la sua dolcissima Ninna nanna.

Scaletta 13/05/1976: D. Crosby (Laughing), J. Mitchell (Sweet Bird), N. Young (Don't Let It Bring You Down), Bonnie Raitt (Angel From Montgomery), John Prine (Common Sense), Joan Baez (Hello In There), Stephen Stills (49 Bye-Byes/ Poem), Rolling Stones (Land Of Fate), Doobie Brothers, Maria Muldaur (dall'LP Sweet Harmony), Eagles, Emmylou Harris, Leonard Cohen (Avalanche), Finardi (Ninna nanna).

   
Bonnie Raitt - Anni '70

Una puntata ancora più americana quasi un mese dopo, giovedì 3 giugno 1976, ovviamente è sempre Carlo Massarini al microfono di Popoff. Protagonisti principali sono Bonnie Raitt, area quindi country rock puro, e i Little Feat nel loro secondo periodo di sonorità sudiste (pur essendo una band di origine californiana), con tre brani selezionati dal loro album dell'anno prima The Last Record Album ed uno (il quarto, Fool For Yourself) dall'album del 1973 Dixie Chicken. Ma a chiudere la puntata ancora il prediletto Jackson Browne con la bella canzone che chiudeva il suo album di debutto.

Scaletta 03/06/2013: Little Feat (Long Distance Love). J.D.Souther (Baby Come Home), Eagles (Doolin Dalton), Joe Walsh (Turn To Stone), Doobie Brothers (It Keeps You Running), Jessie Colin Young (Peace Song), Van Morrison (You Don't Pull No Punches), Marshall Tucker Band (Virginia), Little Feat (Oh, Atlanta), Bonnie Raitt (I Feel The Same), Bonnie Raitt (Me A Few Of Your Lines / Kokomo Blues), Little Feat (Fool For Yourself), Jackson Browne (My Opening Farewell)

   

Natalie Cole

Nel vasto materiale registrato da Carlo Massarini è inclusa anche questa puntata complete di Popoff gestita da un altro dei conduttori impegnati nella trasmissione, il noto giornalista musicale Dario Salvatori. Ecco le sue scelte per questa tarda serata di venerdì 4 giugno 1976. L'inizio è dedicato a quello che non si può ascoltare per problemi legati alle uscite discografiche, ma poi il programma parte con una serie di scelte molto diverse da quelle tipiche di Massarini, nella prima parte nuovo jazz del periodo, funky jazz e fusion, con diversi esempi della valida produzione italiana. La seconda parte è dedicato allo "spazio revival" che inizia con If I Had A Hammer di Pete Seeger. Dopo questa fase un'altra breve sezione molto rilassata con MPB e soul e si ritorna infine al miglior jazz con Coltrane del 1964 e poi al jazz contemporaneo con Cecil Taylor, anche se solo per un frammento. Interessanti anche le informazioni finali sulla offerta jazz in Italia a metà degli anni '70.

Scaletta 04/06/1976: Blue Mitchell (Hot Stuff), Folk Magic Band (Inno imperatore), Jean-Luc Ponty (Renaissance, da Aurora), Philip Catherine (Rene Thomas), Baricentro (Lido bianco da Sconcerto), Trini Lopez (If I Had A Hammer), Bobby Rydell (Sway), Eddie Grant (End), The Danleers (One Summer Night, incluso in American Graffiti), Jorge Ben (Luciana), Natalie Cole (This Will Be), Diana Ross (Smile), John Coltrane (Resolution da A Love Supreme), Cecil Taylor (After All da Silent Tongues, live 1974).

   

Erano le 21 e 30 del 10 giugno 1976 e Carlo Massarini al microfono presentava la nuova musica italiana e internazionale al programma serale Popoff. Con questa registrazione fornita da un visitatore del sito che a suo tempo l'ha registrata su cassetta, nel 2010 abbiamo potuto far riascoltare per la prima volta una puntata completa della trasmissione. Per poter rivivere il ritmo della trasmissione abbiamo mantenuto integralmente i brani musicali scelti dal popolare conduttore, che dedicava la maggior parte della serata a presentare ai giovani italiani il nuovo fenomeno reggae, che da lì a poco sarebbe diventato assai popolare anche da noi.
La scaletta comprendeva inoltre un mix di brani stranieri e italiani, in massima parte pubblicati in quello stesso 1976, con alcune incursioni nei suoni della West Coast e nel southern rock e new jazz USA. Ascoltando il programma non si può non notare che potrebbe essere trasmesso anche oggi. (Durata: 54') (CP)

Scaletta 10/06/1976: Bob Marley - Roots, Rock, Reggae (Rastaman Vibration - aprile 1976) / Edoardo Bennato - Venderò (La torre di Babele - 1976) / John David Souther- Black Rose (Black Rose - 1976) / Lucio Dalla - Due ragazzi (Automobili - 1976) / Phoebe Snow - There's a Boat that's Leaving Soon for New York (Porgy & Bess) (Second Childooh - 1976) / Francesco De Gregori - Buffalo Bill (Buffalo Bill - 1976) / Kenny Loggins & Jim Messina - (Loggins & Messina On Stage) / Little Feat - Dixie Chicken / Zap Pow - This is Reggae Music / Harry Belafonte - Banana Boat / Jimmy Cliff - The harder they come (soundtrack - 1972) / Bob Marley - Positive Vibration (Rastaman Vibration) / Toots & The Maytals - Funky Kingston / Bob Marley - Want More (Rastaman Vibration)

   

Il 17 giugno del 1976, e ancora un'altra intensa puntata di Popoff con un raffreddato Massarini al microfono. Molte scelte in scaletta sono comuni a buona parte delle trasmissioni di questo periodo del popolare conduttore, altre meno, sia per i brani scelti di Springsteen o dei Doors, sia per gli interpreti (Otis Redding o Joe Cocker). Più due versioni a confronto per Many Rivers To Cross, l'originale di Jimmy Cliff del 1969 e la cover recente (allora) di Linda Ronstadt per Prisoner in Disguise, il suo album del 1975. Siamo a pochi giorni dalle attesissime elezioni politiche del 20 giugno 1976, le prime in cui voteranno i diciottenni in Italia, elezioni da cui si attende un grande cambiamento.

Scaletta 17/06/1976: Springsteen (The Angel), Little Feat (Long Distance Call), Bob Marley, Linda Ronstadt e Jimmy Cliff (Many Rivers To Cross), Eric Burdon (As The Years Go Passin' By), Janis Joplin (Ball And Chain), Joe Cocker (Bird On A Wire), Otis Redding (Try A Little Tenderness), Doors (Celebration Of The Lizard)

   

Si avvicina la fine del ciclo di Popoff. Per una riorganizzazione aziendale, che comporta anche una revisione del palinsesto, la trasmissione si concluderà in autunno, sostituita da un programma per certi versi più tradizionale, Radio 2: 21 e 29 (ascoltabile anche questo su Audio Clips). Con questa puntata del 24 giugno 1976 si chiude anche il periodo di conduzione affidato a Carlo Massarini del programma musicale che ha aperto la fascia notturna in Italia. Il conduttore tornerà con il successivo programma ma in un contesto molto diverso, non più solitario nella notte, in colloquio dai sotterranei di una Rai deserta con i ragazzi italiani in ascolto, disinteressati alla televisione di qualsiasi tipo e alla ricerca della nuova musica. Le scelte per la scaletta non possono essere, dato il contesto, che un "riassunto delle puntate precedenti".

Scaletta 24/06/1976: Bruce Springsteen (Thunder Road), Bob Marley (Positive Vibration), Little Feat (Somebody's Leavin'), Jackson Browne (Late For The Sky), Neil Young (Cortez The Killer), Joni Mitchell (Boho Dance), Eagles (Lyin' Eyes), Bob Dylan (Romance In Durango), Keith Carradine (I'm Easy), Claudio Lolli (Ho visto anche degli zingari felici), Van Morrison (Snow In San Anselmo), Toots & The Maytals (Pressure Drop)

   

Ed ecco, due giorni dopo, un sabato sera, anche l'ultima puntata di Popoff condotta da Gianluca Luzi, e con lui chiudono il ciclo anche Giulietti e Romano, dal successivo martedì in studio ci sarà Massimo Villa. Anche Luzi  sceglie di dedicare quest'ultima ora di trasmissione ai protagonisti della musica che hanno fatto da filo conduttore durante la sua gestione del programma serale di Radio 2. A parte pochi casi, non si tratta però di una scaletta di classici, ma contiene diverse scelte originali, da riscoprire, come il brano dei Fleetwood Mac ancora inglesi sotto la guida del grande chitarrista "desaparecido" Peter Green, o Frank Zappa nella sua fase di collaborazione con Captain Beefheart. Interessante notare ancora una volta come il conduttore, poi noto giornalista, presenti un classico intramontabile di Paul McCartney, Hey Jude, come "qualcosa di molto vecchio", pur essendo di soli 8 anni prima. Mentre molti anni dopo praticamente tutti i brani in scaletta o quasi si possono ascoltare ancora sulle radio o sono super cliccati su YouTube.

 

Scaletta 26/06/1976: Beatles (Hey Jude), Rolling Stones (Get Off Of My Cloud), Fleetwood Mac (Man Of The World), Small Faces (Lazy Sunday), Janis Joplin (Another Little Bit Of My Heart), Frank Zappa e Captain Beefheart (da Hot Rats), Canned Heat, Bob Dylan (Like A Rolling Stones), Joe Welsh (Rocky Mountain Way), David Crosby (Cowboy Movie), Byrds (Turn, Turn, Turn), Neil Young (See The Sky About To Rain)

   
Stanley Clarke (1976)

Come annunciato nella puntata precedente da Gianluca Luzi, nel periodo estivo la conduzione passa a Massimo Villa, già parte della squadra PVG - Popoff in precedenza. La sigla scelta dal musicista e conduttore per questa seconda puntata della sua conduzione, iniziata il giorno prima, mercoledì 30 giugno, è in linea con i tempi, un brano di funk jazz di Stanley Clarke (Hello Jeff da Journey To Love) e parecchia fusion si ascolterà in tutta la trasmissione, iniziando proprio con i Weather Report di Black Market. Con inserti di reggae e di due estratti di un disco antologico del Lennon post-Beatles

Scaletta 01/07/1976: Weather Report (Black Market), Bob Marley, Toots and The Maytals, Stanley Clarke, Return To Forever, Miles Davis (Interlude da Agartha), John Lennon (Power To The People, Woman is the Nigger of the World), Jean Luc Ponty, Rolling Stones (The Hand of Fate), Larry Coryell, Roberto Colombo.

   
Carly Simon (1976)

Dopo Stanley Clarke il giovedì successivo la parola passa a Edoardo Bennato più rock che mai con La torre di Babele, nel suo momento di grande popolarità che prepara la strada per l'album che l'anno successivo sarà il preferito tra i giovani, Burattino senza fili. Villa presenta il programma come una "selezione di dischi" e nell'ascolto del forte brano di Bennato capita un inconveniente tipico degli anni del vinile (ma non del tutto scomparso negli anni dei CD masterizzati). Due giorni prima si concludeva il terzo raduno di Parco Lambro dedicato al "proletariato giovanile" e Villa parla delle criticità di questa manifestazione. Si conclude con questa puntata la prima di 9 settimane programmazione in questa estate del 1976, i giorni di conduzione di Villa dalla settimana successiva saranno il martedì, mercoledì, venerdì e sabato.

Scaletta 08/07/1976: Edoardo Bennato (La torre di Babele), Dalla (Nuvolari), Napoli Centrale, Zap Pow, Rolling Stones, Return To Forever, Tony Esposito, Mahavishnu Orchestra, Nuova compagnia di canto popolare, Stanley Clarke, Betty Davis, Carly Simon (Mocking Bird).

   

Massimo Villa in questo 13 luglio 1976, un martedì, introduce una innovazione: le chiamate in diretta con gli ascoltatori (ascoltatori esperti, in questo caso) in conversazione a tre con altri conduttori. Il tutto con il supporto del ben noto programma Rai di chiamate in diretta 3131. Sono due le telefonate con gli ascoltatori (Rossella Lefevre e Vincent Messina) in dialogo rispettivamente con Luzi e Massarini, argomenti il nuovo Dylan e il futuro del reggae. Ma soprattutto si può ascoltare una lunga intervista di Massimo Villa a Mauro Pagani e Franz Di Cioccio della PFM sulla svolta che interesserà il più noto gruppo progressive rock italiano, dopo l'annunciato abbandono del violinista e polistrumentista.
Nel resto della trasmissione molto progressive e reggae con qualche inserto rock. Vengono anche annunciati i concerti dei giorni successivi al Palasport di Roma con i più importanti gruppi fusion del tempo (Mahavishnu, Weather Report, Billy Cobham e gli italiani Perigeo e Napoli Centrale). Il finale è per gli Area per i quali viene annunciata una conversazione in diretta con Demetrio Stratos per il giorno successivo, che purtroppo non abbiamo e non sappiamo se sia stata registrata.

 

Scaletta 13/07/1976: Bob Marley (War, Lively Up Yourself), Return To Forever (Sorceless), Larry Young (I Ching), Bob Dylan (Joy da Desire), Wings (Beware My Love), PFM (Chocolate King), Jimmy Cliff (The Harder They Come), Mahavishnu John McLaughlin (Joy), John Mayall (Mess Of Love), Area (Luglio, agosto, settembre nero). La sigla della puntata è di Tommy Bolin dei Deep Purple.

   

Disclaimer

 

Le puntate integrali sono state gentilmente messe a disposizione dei visitatori del sito da Carlo Massarini, e quindi ogni aspetto relativo ai diritti di diffusione dei contenuti è coperto all'origine e verificato anche con gli altri conduttori Massimo Villa Gianluca Luzi e Dario Salvatori. Le due puntate ascoltabili parzialmente (circa per la metà) sono state messe a disposizione in precedenza dall'ascoltatore della trasmissione Angelo Piccinini.
Per quanto riguarda la musica nelle trasmissioni Rai era già previsto che la diffusione non fosse mai totale, mediante inserti di parlato o riduzione dei brani, e quindi confidiamo che nessun copyright sia violato riproponendo integralmente le trasmissioni, e che anzi l'ascolto o il riascolto di tanta buona musica, ma in misura parziale e compressa, sia un suggerimento per nuovi acquisti, come avveniva all'origine. Per qualsiasi comunicazione in tal senso è possibile contattare il webmaster del sito con questa form.

 

Istruzioni per l'ascolto

 

L'ascolto delle puntate è possibile in streaming cliccando sull'immagine accanto alla descrizione di ogni puntata. Si attiva in questo modo una seconda pagina con un mini-player con controlli di avanzamento e volume, evitando così la necessità di scaricare in locale i file audio, spesso di rilevanti dimensioni. Per lo streaming, in dipendenza del browser usato, può essere necessario avere installato QuickTime (o iTunes che lo include). Ovviamente occorre autorizzare l'esecuzione del plug-in QuickTime, se richiesto dal browser, e anche far partire l'ascolto con l'apposito comando. A volte, in dipendenza della velocità di linea, è necessario attendere qualche decina di secondi per l'avvio del sonoro. Consigliamo anche, per evitare di appesantire inutilmente il sistema, di sospendere l'ascolto di una puntata, nel caso la si voglia interrompere, prima di tornare alla pagina precedente. Per eventuali problemi è sempre possibile contattare il webmaster con questa form.

 

Qualità audio

 

Gli audio clips sono stati digitalizzati a partire da originali su musicassette Philips (MC) utilizzando il convertitore analogico / digitale di un Mac configurato in alta qualità 24 bit / 48 KHz, preservando quindi la qualità audio originale. Nella maggior parte dei casi lo stato di conservazione delle cassette era buono ed è possibile ascoltare le puntate con una qualità prossima all'originale, soprattutto sul parlato. Trattandosi di registrazioni risalenti ad oltre 30 anni fa in alcuni casi i nastri presentavano principi di smagnetizzazione che hanno effetto soprattutto sulle alte frequenze. Per preservare al meglio l'audio originale non è stata però introdotta una ulteriore equalizzazione mantenendo la codifica Dolby dove presente.
Per l'ascolto in streaming l'audio originale è stato compresso mantenendo comunque una qualità molto prossima all'originale.
Nelle trasmissioni è inclusa a volte anche la pubblicità, all'inizio, a volte a metà o alla fine dei programmi, che lasciamo anch'essa perché spesso inserita nel parlato e per aumentare l'effetto memoria.

 

Elenco puntate integrali disponibili

 

1 gennaio 1976 (Massarini)
8 gennaio 1976 (Massarini)
27 gennaio 1976 (Romano)
31 gennaio 1976 (Luzi)
4 febbraio 1976 (Giulietti)
12 febbraio 1976 (Massarini)
14 febbraio 1976 (Luzi)
26 febbraio 1976 (Massarini)
4 marzo 1976 (Massarini)

11 marzo 1976 (Massarini)
18 marzo 1976 (Massarini)
23 marzo 1976 (Massarini)
15? aprile 1976 (Massarini) (29')
22? aprile 1976 (Massarini) (34')
29 aprile 1976 (Massarini)
1 maggio 1976 (Luzi)
6 maggio 1976 (Massarini)
13 maggio 1976 (Massarini)
 
3 giugno 1976 (Massarini)
4 giugno 1976 (Salvatori)
10 giugno 1976 (Massarini)
17 giugno 1976 (Massarini)
24 giugno 1976
(Massarini)
26 giugno 1976 (Luzi)
1 luglio 1976 (Villa)
8 luglio 1976 (Villa)
13 luglio 1976 (Villa)
 
     

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